
Undici anni lunghissimi, per certi versi eterni, segnano l’avventura della formazione bianconera di Viarolo nel mondo del ciclismo.
La storia inizia nel 1969, quando patron Renzo Fornari, titolare dell’azienda di cucine componibili parmigiana porta alla sua corte il neocampione mondiale Vittorio Adorni.
Sono anni bellissimi, con Adorni che conquista il Giro della Svizzera ed il Campionato Italiano, nel 1969 a Reggio Calabria.
SCIC combatte sulle strade d’Italia e d’Europa.
Al gruppo di fedelissimi parmigiani come Casalini, Armani, Jotti e Zini si aggiungono altri ottimi corridori come Enrico Paolini. Sarà proprio Paolini il simbolo della SCIC con undici anni passati ininterrottamente alla corte di Fornari. Il marchigiano vinse in quel periodo ben tre Campionati Italiani, classiche italiane di rilievo e grandi tappe al Giro.
Nel tempo, passando dal vecchio telaio Masi al Colnago, si avvicendano in tanti, da Dancelli a Boifava, da Gosta Pettersson (già vincitore di un Giro d’Italia con la Ferretti) al toscano Bitossi “cuore matto” del ciclismo italiano. Al Tour 1971 è Armani a battere Merckx allo sprint, a Marsiglia, in una delle giornate più belle della storia del Gruppo Sportivo.
Eraldo Giganti viene intanto sostituito alla guida dell’ammiraglia dalla figura dell’ex Carlo Chiappano.
L’attività della SCIC continua, con belle vittorie in giro per l’Italia, come quelle del colosso marchigiano Polidori o del veneto Attilio Benfatto, capace di conquistare il tricolore su pista.
Nel 1974 arriva dai dilettanti un certo Gibì Baronchelli. Subito protagonista, il mantovano, ma lombardo d’adozione, fa tremare Merckx sulle rampe delle Tre Cime di Lavaredo al Giro del 1974. Giunge secondo a Milano, a soli 12’’ dal Cannibale belga, festeggiando col cappello da bersagliere il suo podio. Vincerà anche il Giro dei Paesi Baschi 1976, il Romandia e il Giro di Lombardia del 1977 prima di lasciare il passo al giovane Saronni.
Arriva nel frattempo anche Walter Riccomi, grande regolarista nelle gare a tappe e capace di ottenere un quinto posto nella classifica generale del Tour 1976, corso con la maglia SCIC – FIAT, collaborazione con l’azienda di automobili italiana.
Tra il 1977 ed il 1979 cambiano anche le biciclette, arrivando ad utilizzare le Bottecchia. Nel triennio è Saronni a monopolizzare la scena, conquistando classiche e tappe in serie, ed arrivando nel 1979 a conquistare il suo primo Giro d’Italia. Le sue stagioni si chiudono sempre in doppia cifra come numero di vittorie, a partire da quel Trofeo Pantalica 1977 che sancisce l’inizio della rivalità con Moser.
Quello del Giro 1979 è l’ultimo squillo di tromba per la SCIC, che chiude i battenti alla fine della stagione.